L'invidia della Fede

Ok, siamo tutti buoni a fare gli agnostici fino a che le cose vanno bene. Poi però si incontra la morte inaspettata, nell'amico o nel parente. E tutto il discorsetto che ci si era preparati sull'ineluttabilità della fine biologica, la rassegnazione alla fine nel nulla, va in crisi. Purtroppo questa crisi dura poco, e il lutto viene elaborato. Ci si rassegna, per davvero, e si perde l'occasione per fare luce su una verità scomoda, che cioè qualcosa oltre la materia c'è. Quest'anno ho perso due amici veramente importanti, a cui mi sentivo legato al di là della vicinanza pratica. Entrambi nella confusione esistenziale. Nessuno è pronto a morire per tumore, ma chi ha sempre evitato di rispondere alla domanda di senso dell'esistenza, è particolarmente mal messo. Ho pregato per loro, prima e dopo la loro dipartita. Poi gli amici comuni mi hanno detto: "beato te che hai la Fede". Non so bene in cosa mi invidiassero, se la relativa serenità nonosta...