Post

Abbracciare la sofferenza

Immagine
Qualche giorno fa il chirurgo che mi doveva operare mi chiedeva della mia soglia di sopportazione del dolore, per poter scegliere la metodica più efficace. E mentre dal tavolo operatorio gli davo il mio assenso mi ricordavo il vecchio adagio per cui "il medico pietoso fa il malato purulento". Il rapporto con la sofferenza è uno degli elementi che caratterizzano il modo di vivere delle persone. A nessuno che non sia masochista piace affrontare un momento di dolore, ma il nostro istinto naturale ci spinge a proteggerci da esso in ogni modo. Eppure nel dolore siamo stati partoriti, viviamo e moriamo. E siamo portati a pensare che ci sia qualcosa di profondamente ingiusto in questo sistema naturale, in questa condizione che ci accomuna ad ogni forma di vita animale. Dato che l'esperienza del dolore è ineliminabile dalla vita, gli esseri umani devono adattarsi ad accettarla, e maturare un approccio che permetta di gestirla. E' un percorso collettivo ma anche in...

Il vulnus dello sbattezzo

Immagine
La pratica dello sbattezzo sta creando un solco profondo tra credenti e non. L'espressione di un rifiuto netto e profondo della Fede crea una ferita emotiva collettiva in un mondo laicizzato ove membri dell'uno e dell'altro gruppo sono strettamente legati da rapporti di amicizia, o addirittura in alcuni casi da relazioni sentimentali. Chi non conosce la fattispecie potrà documentarsi qui. E' un argomento scomodo, in grado di suscitare malumori di credenti e non, ma è comunque un fenomeno sociologico sul quale credo sia legittimo ed interessante riflettere, nel modo più laico possibile per un credente come me (!). Tutto nasce dal fatto che esiste il cd. pedobattesimo, ovvero il battesimo dei neonati; pratica secolare che diverge dalla prassi della chiesa primitiva, in cui il battesimo era la fine di un percorso di conversione e studio dell'annuncio di Cristo, il cd. catecumenato. Poteva essere un percorso di anni. Le modalità di somministrazione dei sacra...

Maria a Lourdes

Immagine
Ho aderito alla proposta del pellegrinaggio a Lourdes del mio vecchio amico carmelitano perchè da oltre quindici anni questa idea di portare mia moglie nel luogo dei miracoli mi attraeva. Mio nonno aveva sponsorizzato l'idea, offrendo di coprire le spese – anche di un eventuale viaggio in aereo, ma morì dieci anni fa senza che io fossi riuscito ad organizzarmi con la dialisi di mia moglie. Poi dopo il trapianto del rene l'emergenza era un po' passata, e del viaggio non si era più parlato. E così, quando mi è stata fatta la proposta, ci ho voluto vedere un segno divino, e ho insistito con mia moglie, che non era affatto convinta. Cosa mi aspettavo? Speravo nientemeno che in un luogo così spirituale avrei potuto capire qualcosa di importante di Maria. Anche se sono stato sempre consacrato alla Madonna del Carmelo, essendo nato nel giorno della sua festa, ed avendo frequentato fin da bambino i frati carmelitani, devo dire di non aver mai capito abbastanza di questa f...

L'assedio alla Chiesa

Immagine
Sono stato colpito da questa idea dell'assedio durante l'ultima messa domenicale. Era una cerimonia un pò speciale, perchè un vescovo era venuto a cresimare dei ragazzetti. Ero attorniato da molte persone venute a festeggiare il rito di passaggio della giovinezza, che sembrava non fossero abituali frequentatori del culto, almeno a giudicare dalle chiacchere e scherzi che continuavano durante la cerimonia, dal fatto che non sapessero nè le formule liturgiche nè le canzoni di contorno; spesso si alzavano e sedevano in modo imbarazzato e disgiunto dalle prassi di rito. Poi c'erano i cresimandi, anch'essi intenti a sussurrare tra loro le piccole impressioni estemporanee. Infine alcuni zingarelli alla porta, un pò dentro e un pò fuori, che cercavano di individuare i polli piu sensibili alle loro richieste mendicanti. Tutto il rito era pervaso da un'immanente sensazione, che la celebrazione del rito vescovile fosse l'ultimo atto di una breve esperi...

Rissa al Sepolcro

Immagine
I telegiornali di stasera riportano la notizia della rissa avvenuta tra i monaci greci e quelli armeni durante una funzione religiosa dentro la chiesa del S. Sepolcro a Gerusalemme; ulteriormente amplificato da un video ben ripreso.  Cosa deve si deve pensare, di tale sacrilego evento, dal punto di vista religioso? Non mi scandalizza lo scontro fisico: gli uomini sono di natura violenti; e i religiosi non fanno eccezione.  Mica per niente Pietro affrontò con la spada chi era venuto ad arrestare Gesù (Gv 18,10).  E la storia successiva ci rendiconta di secoli di guerre di religione, tra cristiani.  In tempi più recenti, abbiamo cercato di convincerci che alla base della guerra tra cattolici e protestanti nell'Ulster ci fossero ragioni sociologiche, più che religiose. Resta comunque significativo il distacco tra il messaggio di umiltà e mitezza di Gesù, e l'interpretazione e la prassi successiva.  Sembra che chi si dedichi anima e corpo alla ...

Perdono

Immagine
Mi capita talvolta di vedere alla tv dei giornalisti che chiedono alle vittime di fatti tragici se hanno perdonato ai responsabili degli stessi fatti: omicidi, violenze, stragi, etc. Sempre – e ovviamente – le persone che hanno appena perduto i loro cari si dichiarano indisponibili al perdono, e questo mi sembra che venga evidenziato dai giornalisti come per dire: un conto è la teoria e un conto è trovarcisi, in certe situazioni. La questione, così banalmente ed esplicitamente posta nel messaggio televisivo, mi disgusta un po’, e vi spiego subito perché:  Innanzitutto perché la ritengo una violenza sulla intimità di coscienza delle persone. La dichiarazione pubblica di perdono va bene solo se spontanea; diversamente è una forzatura, a dir poco. Poi perché il perdono non può nascere da una mera convinzione teorica, ma richiede necessariamente un presupposto: l’amore (per il concetto di amore vedi i precedenti post). Non parlo naturalmente del perdono come mera r...

La potenzialità dell'accettazione

Immagine
Capodanno 2008. Un altro anno è passato, la vita scorre e ogni momento passato è perduto, con le sue potenzialità inespresse. Alcune di queste possono costituire fonti di frustrazione e di rammarico, per le cose che la vita ci ha negato, facendoci provare un forte senso di ingiustizia. Il sistema dell'esistenza mortale di solito non è meritocratico, ed è normale che ad alcuni dia molto, e ad altri dia troppo poco. In generale, questo sistema ci lascia insoddisfatti, e ci arrabattiamo per combattere contro i mulini a vento per sconfiggerne i grandi difetti: la povertà, la guerra, la malattia, la fame, la corruzione politica, l'inquinamento totale della Terra. Battaglie che sappiamo impossibili da battere, e che eppure sarebbe assurdo non affrontare,  perchè non ha senso la vita senza una prospettiva di superamento di questi problemi. Battaglie di ampio respiro, decisamente al di là delle possibilità del singolo essere umano, al di là del tran tran lavo...

Studi sul Cristo storico: due recensioni

Immagine
Ogni momento dell'evoluzione del pensiero si esprime  in tematiche tipiche. Nella teologia  cristiana, sembrava  che dopo il  Concilio Vaticano II il problema fosse rendere attuale e al passo nella nuova sensibilità tecnologico-multimediale il  messaggio evangelico. Ora mi sembra che l'attenzione  si sia  spostata  sulla ricerca  della figura reale di Cristo, tanto che anche il Papa Ratzinger se ne  occupa. Il problema contemporaneo rimane quello del difficile  rapporto  con un sostrato  culturale e teologico plurisecolare,  che sembra  far da cuscinetto  tra noi e  il  mistero di Dio rivelato -  per chi ci crede -  duemila  anni fa. Ho letto recentemente il libro di Corrado Augias e di Mauro Pesce "Inchiesta su Gesù"  (Mondadori 2006), che è una relazione strutturata ad intervista del giornalista Augias al professore di storia delle religioni Pesce. Lo stile  ...

La fatica di credere

Immagine
Il titolo che ho scelto  per questa riflessione è quello di un  famoso libro degli anni  '70 del teologo tedesco Karl Rahner. Naturalmente il problema della fatica di credere lo voglio affrontare da un'ottica molto più  secolare, e precisamente a partire dalla fatica  di vivere. Io non sono un teologo, e vivo affrontando ogni giorno il  carico di fatica, sofferenza e gioia che le diverse micro-situazioni quotidiane  mi  offrono. La connessione  tra  questa realtà e l'annuncio religioso è critica, perchè sono abituato a ragionare per cose concrete e non per  miti,  e quindi la lettura della Bibbia come  di qualsiasi altro  testo  sacro mi sembra lontano e favoloso quasi come i libri di Tolkien. In particolare questo vale per tutte quelle vicende che assomigliano più ai  fumetti Marvel che agli eventi storici che ho studiato:  Elia che vola su un carro  di fuoco, angeli svolazzanti, ...