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Effetto stenopeico

Ho scoperto per caso quegli occhiali che allenano l'occhio a focalizzare un'area specifica, potenziandone la messa a fuoco, e permettendo una visione migliore pur in assenza di lenti correttive. Si tratta di superfici opache con piccoli fori, e niente più. Ho strabiliato diversi amici miopi e presbiti facendo provare l'effetto correttivo.  Al di là di questa applicazione fisica, il principio mi sembra applicabile anche alla dimensione spirituale: abbiamo bisogno di applicare un filtro alla realtà, uno schermo che elimini le distrazioni e i disturbi della vita quotidiana, per poter focalizzare la relazione con Dio. Abbiamo bisogno di spazi di silenzio, di uno sforzo per distaccarci dai problemi contingenti, dall'ansia per la salute, il lavoro, i soldi, il disagio relazionale. Dobbiamo riuscire a filtrare la realtà dalla paura. Dal minuscolo foro immaginario dobbiamo poter scorgere solo il momento presente, cioè il momento in cui proviamo a fare l'esercizio, quei minu...

Dopo gli esercizi

"Se uno sa procedere secondo la guida interiore, evitando di valutare le cose secondo i criteri del mondo, non si perde nel ricercare il luogo adatto o nell’attendere il tempo opportuno per dedicarsi ad esercizi di devozione." (Imitazione di Cristo, libro II cap. 1) Ecco, sono stato così appagato dall'esperienza degli esercizi in Val di Susa, che potrei essere tentato di limitare a quel contesto di condizioni favorevoli la coltura della mia spiritualità. E invece no: quello è stato bellissimo, ma Dio mi trova anche nel rumore della vita quotidiana. La vita risuona di mille distrazioni, ma la mente può innalzarsi a Lui secondo volontà. A volte si è così disturbati che non si riesce neanche ad assemblare una preghiera vocale coerente, a volte si è preda dell'ansia, ma da dentro si riesce a gridare "vieni Signore!". E quando si agitano i fantasmi delle nostre paure, possiamo lasciar cadere le armi delle nostre difese, e riposare nell'abbandono gridando nel ...

Siete voi

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Ancora dal mio ritiro. Dopo la staffetta di adorazione notturna io sono alle lacrime. Non è tristezza in alcun modo, anche se so che nel mondo c'è molto per cui piangere. È viva commozione per il miracolo che ho visto e che si ripete ogni anno davanti ai miei occhi stupiti. Ogni anno uguale ma diverso, perchè io non sono sempre lo stesso, e anche i partecipanti al ritiro cambiano. Siete voi, ragazzi ventenni, che nel silenzio pregate e vi inginocchiate, e sorridete, e vi incantate davanti all'esposizione dell'Eucarestia senza badare all'orologio, che mi commuovete. Voi siete il miracolo vivente della presenza di Dio. Nel silenzio e nel deserto rifulge la vostra fede vissuta. Ognuno di voi mi stupisce per l'opera di Dio in voi. Non mi sembra di aver visto niente di più bello nella vita. Siete voi il dono di Dio al mondo. Qui, nell'assenza del rumore del mondo, siete come diamanti unici,  ognuno tagliato in modo originale.

La teologia del piacere

Anche quest'anno ho ricevuto il dono di Dio degli esercizi spirituali con il Movimento liturgico giovanile in Val di Susa.  Come sempre, non trovo le parole per descrivere il piacere di questi giorni di silenzio nella calda cornice naturalistica delle nostre Alpi. Mi sento un po' come una monaca di clausura che debba spiegare alla gente del mondo che la sua scelta non è stata un'amputazione, ma la scoperta del luogo giusto dove stare bene. Chiaramente, non basta la montagna e non basta il silenzio. Il cocktail funziona solo con i giusti stimoli, ovvero momenti di preghiera condivisa, e per condivisione non intendo affatto il fatto di essere insieme e sincronizzare la voce, ma la forte sensazione di essere un team in comunione tra noi e con Dio. E poi, ci vuole un santo predicatore, che ti tocchi laddove sei più sensibile e hai bisogno di chiarimenti per la tua vita. Lui parla al gruppo e tu cogli veramente le cose di cui sentivi bisogno, e ti guardi intorno stupito, chieden...

Il rapporto con il Male

Il Male esiste. Innanzitutto dentro di noi. Sono attorniato da molte persone che mi sollecitano a provvedere ai problemi di ogni giorno, o almeno a condividere con loro la censura per i problemi che non possiamo risolvere. Sembra  che non ci sia altro argomento che il Male, il lato oscuro di ogni persona, di ogni situazione, di ogni cosa materiale. Sul lavoro, poi, è terribile: guarda quello là che cretino, quell'altro è un bastardo, non funziona niente, i muri crollano, i sistemi informatici impazziscono, tutto scende verso un peggioramento che sembra ineluttabile da quando abbiamo memoria. Siamo spaventati dai fatti di cronaca, dalle guerre, dal terrorismo, dalla corruzione. E tutti non sembrano voler parlar d'altro, di quello che non funziona. I mass media, poi, seguono il corso dell'interesse maggioritario, e amplificano sui giornali e i telegiornali ogni scandalo e delitto con approfondimenti morbosi. Ecco quindi che rimaniamo contagiati da queste percezioni ...

Non accontentarsi

Sono affascinato dall'idea che ogni debolezza umana sia favorita da un atteggiamento di sufficienza, come se ognuno di noi avesse un limite virtuale a quello che possiamo avere dalla vita. E più il limite è basso, più la debolezza diventa depravazione. C'è chi nella vita si accontenta di bere vino, fino a ubriacarsi e rovinarsi nell'alcol. C'è chi si accontenta di accumulare denaro, chi di potere politico. C'è chi si accontenta di un amore romantico, chi di soli rapporti sessuali. C'è chi si appaga a sufficienza di un percorso culturale, chi di uno artistico, altri di una passione sportiva. Solo pochi illuminati non si accontentano di quello che può offrire la vita materiale, e cercano un appagamento senza fine in Dio. Essi sono edonisti, ma di un tipo molto raffinato. Sono egoisti a un livello così estremo da sembrare altruisti, perché servendo Dio nel prossimo perseguono in modo sofisticato il proprio interesse insieme a quello altrui. Sono pazzi per il mondo,...

Sapere amare

Ho avuto l'occasione di fare un po' di deserto meditando il brano evangelico  Lc 7,36ss che racconta di quella donna di malaffare che lava i piedi di Gesù con le sue lacrime, li asciuga con i suoi capelli e li profuma, suscitando lo sdegno dei benpensanti.  Ecco lei faceva questo con fede, e magari altri avevano altrettanta fede in quel momento, ma lei ha saputo esprimere il suo amore in modo unico. Anche oggi anche noi crediamo in Dio, ma non sappiamo esprimere questo amore. Sapere amare è saper esprimere l'amore. A cosa vale la mia fede, se non si esprime in un'azione concreta di servizio, in un amore concretamente disinteressato, nel sacrificarmi per essere strumento di Dio? In questo sforzo quotidiano si coglie il vero senso di questo breve esilio sulla terra, lo sforzo di imparare ad amare. E ci accorgiamo purtroppo quante persone arrivano in fondo al proprio tempo di vita senza aver imparato, vecchi egoisti che hanno perso ogni occasione di cogliere il senso del...

Nella sofferenza

Nella sofferenza bisogna stare. E' una dimensione irrinunciabile della condizione di questo mondo. Ognuno la affronta a suo modo. C'è chi abbozza, c'è chi si ribella. Si aspetta che passi. O passa lei o passiamo noi. Ma abbracciare la sofferenza è un livello di esistenza superiore. Roba da eroi e santi. Accogliere la sofferenza non può essere una scelta facile o banale. Occorre avere una forte convinzione sul senso della sofferenza. Per chi crede nel caso è impossibile. La sofferenza è la dimensione della crescita, per chi sa coglierne i frutti. Leviga anime dure come il diamante. Ti chiede di rinunciare alla spinta verso il benessere, verso il consumismo, ai tuoi desideri. Ti riporta all'essenziale. Nella sofferenza a volte non puoi far nulla, ma a volte devi mantenere le attività lavorative come se nulla fosse. Non sempre è possibile prendersi una pausa. La sofferenza è un sacrificio che subiamo passivamente, ma possiamo offrire a Dio attivamente. ...

Sintonizziamoci

Ho incontrato un bravo ragazzo che mi ha chiesto di prepararlo al battesimo. Mi sono accorto che raccontando in sintesi gli eventi della Salvezza come sono narrati nella Bibbia dovevo rendere il concetto di relazione con Dio in termini di libertà di scelta, ma anche di necessità di trovare forme proprie per la comunicazione con Dio. Così parlando con lui mi è venuto spontaneo il riferimento metaforico della radio, perché noi siamo immersi in una realtà confusa tra bene e male, in cui la presenza di Dio è invisibile come le onde elettromagnetiche, ma c'è e per sentirla occorre trovare la giusta sintonizzazione. La sintonia con Dio è possibile solo in quella particolare forma di amore di cui ci ha parlato Gesù. Ogni cosa fatta per amore ci avvicina a Dio, ci fa sentire la Sua presenza in noi e nel nostro prossimo. E poi la preghiera, che se fatta con amore diventa dialogo, sacramento, comunione. Gli ho raccontato che la mattina rubo un'ora al sonno per fare una passeggiata di pre...

Questa è la vita

Alcuni nuovi colleghi mi chiedevano oggi se sto risentendo psicologicamente del fatto di aver cominciato il lavoro nel cimitero. Molti di loro infatti hanno avuto bisogno di un programma di incontri di sostegno per affrontare lo stress del contatto ravvicinato con le salme. E io sono spesso al loro fianco nelle operazioni di raccolta resti in cui si aprono le bare tumulate più di quarant'anni fa. Ho risposto entusiasta che mi sembra di aver vinto al lotto, perché la mia fede mi porta ad amare la morte. Questa è la porta per l'incontro con Dio. Li ho lasciati sbalorditi, forse pensano che io sia un fanatico! Nella morte si riconosce il senso della vita. Il cimitero è terra di confine tra vita e morte. Questo confronto quotidiano con tanti miei simili che entrano tutti i giorni in cimitero mi stimola continuamente a vivere nel riconoscimento minuto per minuto del senso di vivere. Come definire questo senso a parole? Non è banale, perché il senso non sta in concetti più o meno ast...

In sacrificio per voi

Siccome mi è stato chiesto di preparare una catechesi sulle apparizioni di Fatima, mi sto leggendo le memorie di Suor Lucia, una dei veggenti, e mi colpisce la sottolineatura della dimensione del sacrificio nel messaggio che lei ha ricevuto dalla Madonna. In pratica racconta che Maria invitava i tre bambini a compiere sacrifici per ottenere la salvezza dei peccatori, e che lei stessa, Giacinta e Francesco si imponevano frequentissime privazioni e penitenze per salvare anime dall'inferno. Offrivano il proprio pasto ai poveri o, in assenza di questi, agli animali che pascolavano, si procuravano sofferenze fisiche con lacci e pietre, e simili. Altro che fioretti!  Ora, un conto è offrire le sofferenze che il Signore permette, altro è procurarsele. Ad una lettura con i parametri moderni, appaiono perlomeno delle forzature. Eppure invece, questa prospettiva non è affatto lontana dal mistero della Passione di Cristo: Egli ci invita a prendere il Suo corpo offerto in sacrificio per noi, c...

Atteggiamenti sintomatici

"Carissimi, questo è il messaggio che abbiamo udito da Gesù Cristo e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.   Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi." 1 Gv  1,5ss Ecco, la liturgia di ieri 29 aprile mi stimola questa riflessione: possiamo riconoscere chi cammina realmente sulla strada di Dio dai suoi atteggiamenti sintomatici.  Chi, come dice Giovanni, vede tutto nero e un mondo che peggiora di giorno in giorno, non è in Dio. Attenti anziani, questa è la vostra tentazione!  È lontano da Dio chi non ha più l'umiltà di confrontarsi con un sacerdote nella confessione, dicendo come qualche volta ho sentito (sempre da anziani): "Ch...

L'umiltà delle sciocchezze

L'altro giorno Dio mi ha voluto significare attraverso un'anima bella e santa (sì, ho il privilegio di conoscerne) quanto sia importante cogliere l'essenza dell'umanità a partire dalla sua dimensione più umile e limitata, le manifestazioni di una terrena contingenza che si esprime nel tempo in tante piccole cose. Ognuno di noi ha il suo piccolo bagaglio di sciocchezze terrene da trascinarsi, fatto di piccoli attaccamenti, briciole di aspettative, ambizioni, desideri. Un brodo di limitatezza che può apparire il terreno di coltivazione del peccato, ma che invece può diventare il campo di lavoro di Dio. Perché Dio ci cerca, momento per momento, nella nostra imperfezione. Il Suo amore è per sempre, dice una sessantina di volte la Bibbia. E la nostra relazione con Lui vive di questa limitatezza. Quando egli ci invita a pregare incessantemente (1 Ts 5,17), a bussare insistentemente alla Sua porta (Mt 7,7), è chiaro che si riferisce ad un bisogno contingente, ad una rich...

Come un torrente

Alle anime semplici non occorrono mezzi complicati. Poiché io sono tra quelle, un mattino, durante il ringraziamento, Gesù mi ha dato un mezzo semplice per compiere la mia missione. Mi ha fatto capire questa parola dei Cantici: «Attirami! noi correremo all'odore dei tuoi profumi» Gesù, dunque non è nemmeno necessario dire: «Attirando me, attira le anime che amo!». Questa semplice parola: «Attirami!», basta. Signore, lo capisco, quando un'anima si è lasciata captare dall'odore inebriante dei tuoi profumi, non saprebbe correre da sola, tutte le anime che ama sono trascinate a seguirla; ciò avviene senza costrizione, senza sforzo, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso te. A somiglianza di un torrente che si getta impetuoso nell'oceano, e travolge dietro di sé tutto ciò che ha trovato sul suo passaggio, così, Gesù mio, l'anima che si sprofonda nell'oceano del tuo amore, attira con sé tu...

Abbiamo già tutto

La liturgia di oggi 14 marzo 2016 propone il salmo 22 come responsoriale.  Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Notissimo e quasi scontato, per il richiamo alla altrettanto nota parabola del buon pastore. E invece meritevole di una meditazione, su cosa vuol dire veramente "non mancare di nulla" nella vita quotidiana, vissuta veramente con Dio. Non si tratta semplicemente di quello che hai o non hai.  Si tratta della chiave del rapporto con Dio. Cosa serve per vivere santamente?  Solo Dio. In Lui possiamo trovare ogni soddisfazione. Se ce ne rendessimo davvero conto non saremmo ad inseguire un maggiore benessere, emozioni ed esperienze particolari. Non c'è bisogno di andare chissà dove, Dio è qui ed ora. Non correre qui e là, non manchi di nulla.

Ineffabile

Sto leggendo un volume sulla storia del cristianesimo (ebook, naturalmente! - a disposizione degli amici), e sono arrivato a San Tommaso d'Aquino. Mi ha colpito che poco tempo prima di morire (a neanche 50 anni) aveva capito una cosa fondamentale, che il Mistero è ineffabile. Dopo tutti i libri di teologia che aveva scritto e i corsi universitari che aveva tenuto, il silenzio. No, non era depresso nè aveva intenzione di ritirarsi nel deserto. Ma aveva capito qualcosa di importante. Il Mistero è ineffabile, inesprimibile con le limitate capacità di espressione terrena. Siamo ricchi di parole sul Mistero, a partire dalle Sacre Scritture, da tante edificanti letture di Santi e dotti, ma è come una goccia nel mare del Mistero di Dio. Per questo ogni sforzo di catechesi non può produrre conversione, perché solo l'incontro reale con Dio produce conversione. Si, diamo delle informazioni sui comandamenti, sulla storia, sulla buona notizia, ma nulla serve se non si incontra Dio real...

Il coraggio di affrontare la prova

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Ho chiesto a Dio: dammi salute e benessere, tranquillità e armonia con il mio prossimo; fammi vivere nella bellezza e nella pace. Ha risposto: prendi la tua croce e seguimi; perché non si arriva sulla vetta del monte per piani sentieri. La vita è piena di insidie e di pericoli. In ogni momento abbiamo problemi da affrontare. Tante cose ci fanno soffrire. E siamo disturbati dalle tentazioni più insidiose. Questa è la normalità della vita, per tutti noi. C'è un senso profondo in tutto questo, perché nulla è a caso. Il senso è la prova. È il fuoco che brucia le scorie e i rifiuti, che ci purifica, che ci fonde come oro grezzo, per far emergere in noi il meglio. Ci vuole il coraggio di affrontare la prova, senza cercare scappatoie, di pieno petto. Non si può fuggire alla sofferenza, non si possono evitare i problemi. Non dobbiamo assillare Dio affinché ci renda tutto più facile. Ben vengano le tentazioni, se dobbiamo allenarci a resistere al peccato. Stiamo pronti a...

Se Gesù nascesse davvero in noi

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Se Gesù nascesse davvero dentro di noi ci cambierebbe la vita. Ci accorgeremmo che tante cose per cui viviamo non sono importanti. E invece scopriremmo quanto abbiamo bisogno di incontrare Dio nel prossimo. Potremmo vivere nell'attesa serena dell'incontro con Lui, attraversando le vicende di lavoro, famiglia e vita con passo leggero, come ospiti in partenza. Piangeremmo ancora, sì, ma per cose diverse. Non più tanto per chi si ammala e per chi muore, ma per chi vive perdendosi il dono della presenza di Dio. Forse arriveremmo al punto di non porci più il problema di fuggire in ogni modo la sofferenza, ma di affrontarla a cuore aperto abbandonandoci veramente alla volontà di Dio. Cambierebbe il modo in cui spendiamo il nostro tempo e i nostri soldi; non più per procurarci sollievo dalla fatica e divertimento egoistico, ma per gli altri. E non ci tortureremmo più a guardare il decadimento dell'età, ma ameremmo pensare al tempo che scorre come un battito di ciglia ri...

Giubileo

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Nei giorni di avvio del giubileo, mi sorge spontanea una riflessione: il concetto di misericordia non è affatto banale, e per iniziare a capirlo occorre fare lo sforzo di cambiare prospettiva. Siamo abituati a vedere i problemi emergenti del mondo secondo le priorità che ci vengono date dai mass media: la guerra, la fame, la malattia, il terrorismo, la violazione dei diritti umani, la povertà, la disoccupazione, l'ecologia. E queste cose sono così vere e così drammaticamente emergenti, che non possiamo dubitare che i problemi del mondo siano questi. Tuttavia, nella prospettiva di Dio, i miliardi di vite che si avvicendano nel mondo tra nascite e morti non hanno questa prioritaria lettura.  Il senso della vita di una persona è quella di un passaggio, un battito di ciglia nella prospettiva dell'eternità; il senso della morte è quello di una liberazione dal peso dei vincoli materiali e dall'esperienza continua della sofferenza. In mezzo, la chance di...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 9

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 9 - Lo sposo genitore Lo sposo è genitore, e non solo quando ha dei figli. La genitorialità è una funzione connessa intimamente al ruolo di uomo sposato, che si esprime nel servizio di custodia rispetto alle persone che Dio ci affida nella vita. Possono essere figli, o allievi, o collaboratori nel lavoro, amici, familiari. L'uomo sposato deve svolgere il ruolo di genitore, che vuol dire proteggere ed educare il prossimo. Proteggere dal male, in primis quello spirituale che discende da una progressione lenta o veloce nell'aridità e nel torpore religioso. Poi, dal male materiale. Educare significa correggere, dire di no, opporsi alle scelte contrarie alla morale cristiana. Uno sforzo non indifferente per chi preferirebbe di gran lunga poter dire sempre di sì, ed evitare i conflitti. Ma bisogna portare tutte le croci della vita, inclusa questa, la correzione degli altri. Correzione con amore, per amore.  Per serv...

Manuale dello sposo cristiano - cap 8

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 8 - Casto sposo La sessualità all'interno del matrimonio cristiano ha un carattere sacramentale, perché è la celebrazione dell'amore reciproco degli sposi nell'unione benedetta da Dio. Quindi, contrariamente a quanto una certa prospettiva laica vuol farci credere, è impegno degli sposi viverla costantemente, intensamente, al di là del desiderio e del piacere carnale, perché è un atto sacro espressione di una comunione profonda che non discende dall'attrazione animale ma da una volontà di impegno e responsabilità del rapporto di coppia. Così lo sposo cristiano vive la propria castità nell'unione carnale, ricordando l'ammonimento di Paolo: " Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito.  [4] La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie.  ...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 7

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 7 - L'uomo di Chiesa La Fede in Dio non vive di teoria, ma si realizza nelle opere. Si realizza nel rapporto con il prossimo. E il primo prossimo è la comunità dei fedeli. La Fede cristiana si realizza nella Chiesa. Uno può fare anche l'eremita, ma si deve sentire in comunione con la Chiesa. Per le persone che vivono nel mondo, nel lavoro e nello studio, è fondamentale la frequenza della comunità.  Quindi lo sposo cristiano si farà promotore della partecipazione a gruppi che camminano nella Fede. Nella Parrocchia o altrove, è comunque importante non chiudersi nella propria esperienza religiosa, ma confrontarci e lasciarci stimolare dalla relazione dei nostri fratelli nella Fede. Che NON sono - lo ammettiamo subito - le persone più affascinati, più interessanti, più vivaci e divertenti. Questo non importa. Non importano neppure i loro vizi, i loro tradimenti. Quello che conta è che siano persone disponibili a f...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 6

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 6 - Testimone della preghiera "5 Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6 Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate." Matteo 6 Se la preghiera è il momento di realizzazione del rapporto di amicizia con Dio, nessun annuncio evangelico in famiglia può essere efficace senza la proposta di un momento di preghiera. Un secolo fa c'erano ancora molte famiglie in cui si pregava insieme. A volte il rosario, la g...

Manuale del marito cristiano - cap. 5

Eroicamente tuo Manuale del marito cristiano Capitolo 5 - Il timoniere Ammettiamo che il ritmo della vita quotidiana, tra lavoro e impegni familiari, erode la capacità che abbiamo di vivere alla presenza di Dio. Non siamo monaci, e siamo chiamati ad una vita fatta di scelte pratiche e di buon senso, di piccole soddisfazioni e di sacrifici per il bene comune. La vita moderna è tutta una vetrina in cui siamo tirati per la giacca di qui e di là, tra attrazioni multimediali e promesse di spazi di relax. La vita in casa molto spesso gira intorno agli elettrodomestici, computer-televisione-eccetera. Il tempo libero è divorato dalla curiosità, dallo spirito ludico, dall'evasione mediatica. Persino leggere o scrivere ci sembrano attività doverose ma contrarie al sacrosanto diritto al divertimento. In questo contesto, esce la natura eroica del ruolo di marito: testimoniare la presenza di Dio nella famiglia, prima e dopo e al di là del divertimento che ci può dare il nostro spett...

Manuale del marito cristiano - cap. 4

Eroicamente tuo Manuale del marito cristiano Capitolo 4 - Amare davvero Cosa significhi veramente amare è al di là della nostra capacità umana. Amare è l'essenza di Dio. Chi può dire di aver capito come è fatto Dio? Amare è l'espressione della creazione di Dio. Tutto ciò che vediamo è il creato, materia sorta dall'amore di Dio. Chi può abbracciare con la propria mente l'infinito della creazione? Amare è una dimensione ricca di sapienza, misericordia, giustizia, educazione. Nessuno di noi può possedere queste qualità in modo adeguato. Per amare occorre valorizzare la presenza di Dio in noi, perché qualsiasi cosa vogliamo fare di buono, viene da Lui. Dobbiamo diventare meri strumenti del Suo amore, meri specchi della Sua Luce. Per amare veramente dobbiamo vivere alla presenza di Dio nella quotidianità. Scegliere la via stretta, il sacrificio nei confronti del prossimo. Per amare come si deve occorre dominare l'affettività istintiva, che ...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 3

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 3 - Assumere il ruolo di guida della famiglia 21 Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. 22 Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore;  23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo.  24 E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. 25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,  26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola,  27 al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata.  28 Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.  29 Nessuno mai infatti ha preso in odio la propri...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 2

Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 2 - Rinnegare noi stessi L'amore è paziente,  è benigno l'amore;  non è invidioso l'amore,  non si vanta,  non si gonfia,  non manca di rispetto,  non cerca il suo interesse,  non si adira,  non tiene conto del male ricevuto,  non gode dell'ingiustizia,  ma si compiace della verità.  Tutto copre,  tutto crede,  tutto spera,  tutto sopporta.  L'amore non avrà mai fine. 1Cor 13 La prima questione che ti propongo di esaminare con me è la rinuncia al proprio orgoglio. L'orgoglio ci porta alla prevaricazione dell'altro, e pertanto ostacola il matrimonio. Rinunciare all'orgoglio non significa rinunciare alla propria personalità, alla propria specificità ed unicità. Il matrimonio non deve essere la condizione in cui ci si appiattisce sulla personalità dell'altro. Anzi deve ricevere energia dalla diversità, nel rispetto specifico. ...

Manuale dello sposo cristiano - cap. 1

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Eroicamente tuo Manuale dello sposo cristiano Capitolo 1 - La proposta. Caro amico, caro fratello in Cristo. Ti scrivo con l'intento di condividere con te la ricchezza dell'esperienza coniugale vissuta cristianamente. Da uomo a uomo, senza presunzione di regalare chissà quale perla teologica. Anzi ammetto con senso di realtà di non avere altra qualifica per esplorare questo argomento, che quella data dall'investitura di soldato di Cristo che ho ricevuto - come te - nella Cresima. Tuttavia, dato che nulla succede a caso nella vita - perché Dio ci provoca nell'apparenza banale degli eventi - se ti trovi a leggere queste righe forse Lui ti sta chiedendo di fermarti un attimo a riflettere sul tuo ruolo di marito nella prospettiva di Dio. Innanzitutto vorrei dirti che prima che mariti siamo cristiani. La vocazione al matrimonio deve essere vista come un'applicazione, un'estensione della chiamata ad essere prima di tutto, totalment...

Non mentire

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Sono rimasto mortificato da un episodio reale che mi è stato raccontato oggi: nel corso di un campo estivo dell'Azione Cattolica Ragazzi (cd. ACR) arrivano i genitori di due fratelli e rimangono stupefatti a vedere che uno di essi è stato medicato in ospedale per una brutta ferita all'orecchio. Chiedono spiegazioni al responsabile del campo, un giovane curato, e risponde che il bambino è caduto da una roccia. I genitori protestano che avrebbero dovuto essere prontamente avvisati, e visto il taglio netto, ritengono la versione del curato menzognera. Tuttavia lui insiste e li convince a rinunciare ad ogni indagine. Al ritorno a casa, i genitori capiscono che i bambini sono stati vincolati ad un giuramento di omertà, ma nonostante le incongruenze e contraddizioni non riescono a liberare i bambini dal peso della menzogna. L'ipotesi è quella di un gioco scellerato con il lancio dei coltelli. Trovo veramente scandaloso che un uomo di chiesa abbia osato indurre alla menzo...

Esercizi

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Gli esercizi spirituali che il Movimento Liturgico Giovanile di Genova programma annualmente per tre soli giorni alla fine di luglio sono caratterizzati dal rispetto del silenzio monastico, e dall'alternanza di momenti di preghiera comunitaria e di meditazione personale. Il tutto in un contesto logistico isolato dal traffico e dalla folla, munito di accessi a strade e sentieri non impegnativi, utili ad una meditazione itinerante nella natura. Nonostante queste favorevoli premesse, il beneficio non è scontato: alcuni partecipanti, in tutte le edizioni che ho potuto frequentare, hanno lamentato di aver perso tempo non riuscendo ad entrare nello spirito della meditazione. Il problema dell'inquinamento mentale da parte di tensioni emotive o sentimentali è reale per quasi tutti. Di solito però entro il secondo giorno di esercizi, la preghiera e la lettura della Parola riescono a farsi un poco di spazio nel vaso troppo pieno della nostra coscienza. La maggior parte delle ...

Appunti del Corso di preparazione al matrimonio

Questo primo incontro ė finalizzato a precisare la proposta della Chiesa per la coppia di fidanzati: quella di diventare comunità di credenti, Chiesa essi stessi, perché dove due persone sono riunite nel nome di Dio Egli è in mezzo a loro. E quindi secondo le indicazioni della diocesi gli incontri CPM non sono centrati sulle modalità della vita matrimoniale, ma sui principi della Fede, perché la cosa più importante è capire come vivere in un rapporto reale con Dio, il resto è secondario. Cominciamo quindi con dire perché crediamo. La Fede non è una scelta di bandiera, ma il frutto di una decisione personale che si basa sulla valutazione della proposta di Cristo, così come testimoniata dalla Parola di Dio e dalla Sua Chiesa. Ricapitoliamo gli eventi di duemila anni fa. Sorprende che un annuncio così umanamente fallimentare abbia potuto farsi strada nella storia. Sul piano della prevedibilità degli eventi umani la vicenda di un uomo che raccoglie intorno a se pochi discepoli, viene uccis...

Circondato dall'inferno.

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Estate. Notte. Aria afosa. Finestre aperte (con la zanzariera). Voci si infilano nella camera da letto. Urla disumane. Bestemmie. Liti. Un inferno che sembra lambire il perimetro della mia casa.  E mi danno l'impressione di navigare in un mare di pece. Nel dormiveglia, mi sento minacciato dall'incubo di tante vite lacerate dall'odio, dalla mancanza dei valori della civile convivenza, dall'assenza di un senso esistenziale. E la mattina ne vedo le tracce nelle bottiglie rotte sulla strada, nelle scritte oscene sui muri, nella spazzatura sparsa, nel puzzo di orina sui marciapiedi. C'è un mondo di zombie intorno a me. Gente che vive o si lascia vivere, che combatte per il nulla e contro il nulla, che rifiuta l'idea della vicinanza di Dio. Ci sono mille cose per cui disperarsi: la gente è afflitta per i soldi, per il potere, per i propri vizi, per il desiderio di possesso dell'altro. E per fortuna la malattia fornisce lo spunto per rid...