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Obiettivo vacanze

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La vita scorre tra tempi di lavoro e tempi di relax. Le vacanze, le ferie, la pensione, sono tutti momenti agognati come momenti di appagamento per antonomasia. In realtà anche la gestione del tempo libero comporta sforzo e sacrificio, ma ogni difficoltà logistica e organizzativa sembra superabile in ragione del mito del relax. La felicità sta nell'attesa del grande momento, dell'evento, del grande viaggio. È la tristezza ci aspetta al ritorno al nostro tran tran professionale. So di andare contro corrente, ma non possiamo relegare gli spazi di felicità ai momenti convenzionalmente dedicati. Non possiamo e non dobbiamo. Dobbiamo al contrario trovare il gusto di vivere, l'appagamento qualificato, nel ritmo normale della nostra vita. Sembra impossibile? Dipende da cosa veramente ci appaga e ci fa felici. Interroghiamoci su questo. Davvero l'unica cosa che conta ė fuggire dalla realtà quotidiana?  Dove abbiamo posto il nostro tesoro? Nell'evasione, n...

La trappola della fantasia

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Soffro di un particolare disturbo di personalità, caratterizzato da un uso distorto e involontario della fantasia. Disturbo opposto a quello ben più conosciuto e studiato, in cui per sfuggire ad una realtà drammatica che non si riesce a gestire, ci si rifugia in proiezioni fantastiche rassicuranti, configurando una dissociazione della psiche dalla realtà, come nel recente film " I sogni segreti di Walter Mitty". Io invece, in modo involontariamente masochista, mi faccio prendere dall'ansia per il conflitto relazionale, e soffro di una fuga in scenari di confronti con i miei interlocutori abituali in cui tutto è drammatizzato ed estremo. Simulo violenze, persecuzioni, liti paradossali. Una realtà ridicola e smaccatamente improbabile, che però mi ossessiona provocandomi stress nervoso, scariche di adrenalina. La fonte del disturbo è per fortuna abbastanza comune, e quindi da tempo descritta in letteratura (vedi ad esempio gli scritti del Prof. Giulio Cesare Giacobbe...

Come diamanti grezzi

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Per comprendere il senso della sofferenza in generale, e della malattia in particolare,  occorre aver fatto un certo cammino di avvicinamento al mistero di Dio. Bisogna aver compiuto una specie di rivoluzione copernicana rispetto al senso comune, ponendo al centro della propria vita il Regno di Dio, al posto del mondo materiale. Altrimenti non si può capire. Ci si può solo rassegnare, o ribellare, inutilmente. Io ho pensato questa metafora: noi siamo come diamanti grezzi,  e Dio nell'arco della nostra vita ci provoca al cambiamento,  a levigarci fino a raggiungere lo stadio di brillante. La levigatura fa male,  molto,  ma è  necessaria a strappare da noi lo strato pietroso. Quando saremo con Lui,  vedremo le cose dalla giusta prospettiva e ringrazieremo Dio per quel trattamento che abbiamo a lungo pregato di evitare. Il medico pietoso fa il malato purulento.  Se noi capissimo veramente il nostro bene,  pregheremmo Dio di no...

Denunciare Dio

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Caro F.  Tu mi dici che la vita ė un peso impossibile, e che bisognerebbe denunciare Dio per averci obbligato a vivere con violenza, con l'aggravante della premeditazione. In realtà la vita può essere un vero inferno, specie se ti si abbatte contro una tempesta, uno dei tanti eventi tragici che sembrano poterti distruggere. La malattia ė una realtà che fa pienamente parte del progetto di Dio per noi. Come la croce era parte indispensabile del progetto di Dio per Gesù. Di qui la drammatica preghiera di Gesù nell'orto degli ulivi. Come lui, neanche noi possiamo evitare il nostro calvario. Ed è vero che tale destino era deciso da Dio da sempre. Al di là della data del nostro concepimento. Subire la violenza del nostro destino ci porta ad un moto di ribellione. Ma la nostra mente ci inganna. Dio non ė quel vecchiettino incurante delle sofferenze umane che decide a tavolino i destini degli umani. Questa ė pura fantasia. Se un Dio esiste, ė ineffabile, in...

La catechesi che serve

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Mi sono fatto raccontare da piccoli amici la loro esperienza di catechismo per la comunione e la cresima. Mi hanno dato un quadro abbastanza positivo, con incontri resi abbastanza interessanti da stimoli di tipo diverso, attività di creazione schede, bricolage, raccontini didascalici (me ne hanno raccontato uno buffo su un uomo di neve, babbo natale e una renna), e appunti più o meno dettati. Tanto contenti loro di farmi vedere il lato positivo del percorso catechistico, tanto più scettico io sull'efficacia dell'esperienza. Il fatto ė che dopo tutte queste popò di attività, mi è sembrato di capire che tutta la dottrina insegnata sia rimasta ben lontana dalla vita reale, come una sterile ideologia piuttosto astratta che bisogna conoscere per convenzione sociale, per poter accedere alle cerimonie di passaggio (comunione e cresima). Mi capita di fare catechismo agli adulti che vogliono fare cresima o sposarsi in chiesa, e naturalmente ho esperienza di persone ch...

Il fardello della Chiesa

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Leggendo i famosi fioretti di S. Francesco di Assisi si può identificare ciò che lega la Chiesa allo spirito della terra, allora come oggi. La comunità cristiana non riesce a focalizzare l'attenzione sulla ricerca di Dio, se sta badando all'amministrazione dei beni materiali. Non si possono servire due padroni. Ci sono molti ecclesiastici che sono magari ottimi amministratori, ma che siano quello e anche ottimi pastori non ne ho mai conosciuto. Gli ordini religiosi sono dotati di lasciti di ferventi fedeli, ma mi pare più il danno che il vantaggio. La sobrietà è una questione innanzitutto interiore, è il rifiuto dell'attaccamento e del benessere materiale, ma è più facile che un cammello entri in una porta usb piuttosto che chi vive tra gli agi riesca a distaccarsene tanto da vivere solo per l'amore di Dio. Anche la tentazione del potere secolare è stata un grosso inciampo per l'evoluzione della comunità ecclesiale nella storia. Questa storia...

Siamo il tempio

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Oggi Don Andrea ci spiegava uno degli aspetti della rivoluzione della Buona Novella, che sta nella definizione della individuazione del luogo della comunicazione con Dio. Se fino a Cristo c'erano siti in cui Dio si considerava esclusivamente presente, i tempi in cui si celebrava il sacrificio rituale, dopo il sito dove Dio è presente è direttamente l'uomo. Con il Battesimo e nell'Eucarestia Dio entra nell'uomo e vi risiede stabilmente. E' l'uomo il tempio, non l'edificio di culto. Questo discorso è molto importante perchè le implicazioni pratiche e quotidiane sono diverse e significative. Dobbiamo vivere riconoscendo di essere contenitori di Dio, il quale vive con noi fin dalla nascita e ci conosce profondamente come nessun altro. Dobbiamo dare valore alla Sua presenza, cercando costantemente il segno della relazione con noi. Dio è amore, e la Sua presenza ci deve riempire di amore. I sacramenti ci comunicano questa realtà in modo definitivo. Non c...

Quando la Fede sembra irrealizzabile

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Sì, la luna di formaggio non esiste, e un Dio che ci fa curvare quando vogliamo andare dritto nella curva non esiste. Non esiste un Dio supereroe che elimina il dolore e l'ingiustizia, ma tutti, credenti e non, condividiamo la stessa realtà, e subiamo la stessa violenza, sia quella naturale che quella dei nostri simili più prepotenti. Molti soccombono alla malattia, alla guerra. Una tragedia infinita. L'ateismo è giustificato. Non si deve credere a ciò che non esiste. L'unica fede razionalmente ammissibile è quella che non è basata su leggende e fantasie, ma su dati storici. Se non certi, perlomeno plausibili. E qui non mi addentro sulle fonti storiche della nascita del cristianesimo, che hanno una vasta bibliografia ormai alla portata di chiunque. Quello su cui vorrei soffermarmi è questo ragionamento: se una luna c'è, è quella che è. Se un Dio c'è, è quello che è, a prescindere dalle proiezioni ed aspirazioni delle persone. L'annuncio di un Dio ...

Dio è mio amico

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Alla fine di tutti i discorsi, di tutta la dottrina cristiana, di tutta la teologia, c'è un solo concetto veramente fondamentale, che è semplice e alla portata di tutti: l'amicizia con Dio. Avere Dio come amico nella propria vita, nella propria quotidianità, è l'essenziale. A volte ci si interroga sul significato del vangelo, della buona notizia. Che risorgeremo non è quello che è venuto a dirci Gesù, perchè gli ebrei lo sapevano già: "Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno»." (GV 11) Che bisogna amare il prossimo come sè stessi lo sapevano già, lo troviamo negli scritti degli Esseni più risalenti rispetto alla nascita di Cristo. L'amicizia con Dio,  il rrapporto personale lo ritroviamo in tutta la storia di Israele.  Allora cosa? Per me la risposta sta nella gratuità della salvezza. Cristo è venuto per salvarci gratuitamente. Cioè senza la sottoposizione alla legg...

L'amore di Dio ti può liberare

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Tu sei come me. Vivi la stessa realtà, fatta di cose, di persone, di situazioni, di desideri insoddisfatti. Tu come me passi la giornata a districarti in mille condizionamenti, in mille piccole frustrazioni. Tu sei legato come me in tante relazioni, in tante aspettative. E ci sentiamo fortunati quando riusciamo a galleggiare in questa realtà che invischia il nostro comportamento. Magari sembra scontato e banale, ma tu sai come me che Dio ci propone un'altro modo di vivere. Se noi ci facessimo veramente saziare dal rapporto con Lui, null'altro ci potrebbe legare, invischiare. Se noi ci lasciassimo trasformare completamente in meri strumenti nelle Sue mani, rinnegando noi stessi, potremmo essere degli specchi, per riflettere il Suo amore a coloro che ci stanno vicino. E non ci importerebbe più delle cose belle, delle cose desiderabili, delle aspettative degli altri, della sicurezza, dei beni materiali. Non dovremmo più preoccuparci di dedicare del tempo all'evasio...

La dimensione dello spirito

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"...sentii nascere in me un gran desiderio di soffrire, e al tempo stesso l'intima sicurezza che Gesù mi riservava un gran numero di croci; mi sentii inondata di consolazioni così grandi che la considero come una delle grazie maggiori nella mia vita. Soffrire divenne il mio ideale, aveva un fascino che mi rapiva senza che io lo conoscessi bene. Fino allora avevo sofferto senza amare la sofferenza, da quel giorno ne provai un vero amore. Sentivo anche il desiderio di amare soltanto il buon Dio, di non trovar gioia che in lui. Spesso durante le mie comunioni ripetevo le parole della Imitazione: «O Gesù! Dolcezza ineffabile cambiate per me in amarezze tutte le consolazioni della terra!» Questa preghiera usciva dalle mie labbra senza sforzo, senza costrizione; mi pareva di ripeterla non per mio volere, ma come una bambina la quale ripeta parole suggeritele da una persona amica." Teresa di Lisieux, Storia di un'anima, 112 Il problema è entrarci,...

Amore e volontà

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Scrive il Beato Charles de Foucauld: «L’amore consiste non nel sentire che si ama, ma nel voler amare; quando si vuol amare, si ama; quando si vuol amare sopra ogni cosa, si ama sopra ogni cosa. Se accade che si soccomba a una tentazione, è perché l’amore è troppo debole, non perché esso non c’è: bisogna piangere, come san Pietro, pentirsi, come san Pietro, umiliarsi, come lui, ma sempre come lui dire tre volte: «Io ti amo, io ti amo, tu sai che malgrado le mie debolezze e i miei peccati io ti amo». Non credo nella spontaneità dell'amore. Non per me almeno. Il mio sentimento è sempre unito ad uno sforzo di volontà. Amo Dio perchè lo voglio. Così è per i miei amici, per i miei famigliari, per mia  moglie. Li amo sempre, e la volontà mi sorregge nel momento di aridità, di incomprensione, di crisi. Li amo unilateralmente, perchè lo voglio, e questa mia scelta dà senso alla mia vita. Padre nostro del Cielo voglio santificare il Tuo nome nella mia vita voglio realiz...

Zeus è morto

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Oggi ancora una volta ho dovuto constatare quanto siano poco approfondite le riserve degli atei/agnostici sull'esistenza di Dio. Dicono: un Dio buono e onnipotente non può esistere perchè c'è troppo male sulla terra. Certo non può esistere un Dio limitato dalle definizioni che il tuo cervello può partorire. Quel Dio lì, di sicuro non esiste. Zeus - inteso come un paradigma di divinità partorita dalle proiezioni umane - è morto. Una divinità che raddrizza tutti i mali della terra, che ti fa andar dritto quando vuoi andar storto, che ti elimina ogni asperità, ogni difficoltà, che ti rende la vita facile e serena, non esiste. Se esiste un Dio, è al di là di ogni comprensione umana. Non sarebbe servito che Cristo venisse a spiegare delle cose, se Dio fosse intelligibile. E anche così, non sappiamo certo tutto, ma solo quello che ci serve per dare un senso alla nostra vita. Quello che gli atei non capiscono disprezzano. In realtà, siccome nè noi nè loro siamo and...

Una realtà ingannevole

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Nella serie tv Star Trek gli  autori si sono immaginati che le astronavi future saranno corredate da un ponte ologrammi, che possa riprodurre all'interno della nave qualsiasi ambientazione. La classica realtà virtuale, portata alla massima espressione, perchè dotata di supporto materiale e non solo visivo. Nulla di tutto ciò ovviamente esiste, ma la realtà di questa breve vita prima della morte ha qualche similitudine con il ponte ologrammi: ognuno si trova in un'ambientazione diversa, composta di cose buone e non buone. Una realtà in cui male e bene sono intrecciati, e che per questo è ontologicamente virtuale, perchè nella realtà vera, quella definitiva, quella dopo la morte, il male e il bene non si possono mischiare. Come il contatto tra materia e antimateria, in molte produzioni fantascientifiche.  Chi sarà con Dio avrà solo bene, e chi Lo avrà rifiutato sarà privato di Dio e di ogni bene, perchè ogni cosa buona viene da Lui, e senza di Lui nulla di buono suss...

La questione delle fonti

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Su cosa si basa la fede cristiana? A sentir molti, sulla Bibbia. E sull'interpretazione dei testi sacri ci sono state nella storia, come ben sappiamo, varie divisioni, guerre e stragi. Questo dimostra, nei fatti, che questo assunto è sbagliato. Se fosse la verità, questa non avrebbe creato tanti guai. Dai frutti riconoscerete i veri profeti, e tali sono coloro che hanno idolatrato i testi sacri mettendoli al posto del Dio-persona. Per fare nomi e cognomi, parlo di Lutero, Calvino fino a quel Charles Taze Russell che fondò i Testimoni di Geova. La fede cristiana non si basa su quanto è stato scritto, ma sulla testimonianza degli uomini di fede. E dimostrarlo è facilissimo. Basta ricordare a chi lo avesse scordato che Cristo non si sognò mai e poi mai di far prendere appunti a chicchessia su quanto diceva, ma affidò l'annuncio a delle persone in carne ed ossa, su cui appositamente discese lo Spirito di Dio. La Parola di Dio vive nella santità degli uomini. Bened...

Utopia

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ok, nel mondo c'è il brutto e il buono, yin e yang. ma immaginatevi per un attimo di vedere tutto, ma di poter indirizzare la vostra attenzione sulle cose buone. il resto, non rileva. e i problemi chi li risolve? il punto è quello: se orientiamo le persone sulle cose buone, se tutti ci volgessimo al bene, i problemi causati dall'egoismo, dall'orgoglio, dalla vanità, dalla sete di potere, dall'avidità sarebbero superati. possibile in questa terra? non è questo il punto: se è una cosa giusta da fare, la rivoluzione possiamo iniziarla noi, con l'aiuto del Signore.

Il Giudizio dei non credenti

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  Alla fine dei giorni ci sarà il Giudizio Universale,  e chi avrà creduto in Cristo verrà giudicato sulla propria autenticità, sull'amore vissuto,  sul coraggio dimostrato nella testimonianza della fede.   Chi invece non avrà creduto alla Buona Novella,  chi non avrà accolto la proposta di Dio,  chi l'avrà rigettata, perderà la presenza di Dio.  Semplicemente. Ma si accorgerà che il mondo che aveva conosciuto era intriso della Sua presenza.   Dio era in ogni sentimento di amore,  in ogni cosa bella,  in tutto quello  che c'era di buono nella vita.   E tutto questo mancherà quando Dio si sarà allontanato,  e la disperazione della perdita sarà inconcepibile per noi.

La preghiera for dummies

Non me la tiro da guru,  nè da esperto della preghiera. Diciamo che quello che segue ha la sua ragion d'essere come promemoria dei miei progressi spirituali. Il dummy sono io,  naturalmente. Il problema della preghiera è la prospettiva, cioè come la vediamo. La preghiera è l'espressione di un rapporto personale con Dio. Se il rapporto è personale, non è codificabile.  Non posso insegnarti a parlare a tua mamma,  al tuo partner,  ai tuoi amici. Se ci sono problemi,  si può aiutare a impostare correttamente il rapporto,  ma la comunicazione è il sintomo,  l'espressione del rapporto. Invece noto spesso che si passa dalla codificazione della preghiera collettiva, che ha un senso di coordinamento importante, a quella della prescrizione di forme specifiche alla preghiera personale. Fate il rosario quotidiano,  la novena,  quella preghiera  lì che è particolarmente efficace. Esiste ...

Non comprare quelle messe

Da quanto si possono comprare le messe? Io non lo so,  ma certo è uno scandaloso controsenso. Quando Cristo ha istituito l'Eucaristia mai avrebbe immaginato un simile mercimonio. Immaginatevi un po' : quello che dovrebbe essere il  più grande segno dell'amore di Dio che offre la sua vita per noi, messo in vendita. Sarebbe un pò come se uno vedesse il proprio segno di amore per soldi.  La prostituzione esiste,  lo so. Qualche amico dei più ingenui potrebbe obiettare che non si tratta di compravendita,  ma di una libera offerta in ragione di una legittima dedicazione del rito al  culto dei nostri cari. Purtroppo ho verificato di persona,  recentemente,  che non è così: c'è un tariffario definito,  e danno il resto. Tra l'altro non  c'è solo il problema della simonia ,  ma anche il fatto che teologicamente si tratta di una evidente truffa: Cristo ha spiegato che non sono le parole a costit...

Inferno

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"Quando attraverserà l'ultimo vecchio ponte ai suicidi dirà baciandoli alla fronte venite in Paradiso là dove vado anch'io perché non c'è l'inferno nel mondo del buon Dio. " Fabrizio De Andrè - Volume I (1967) -   Preghiera In Gennaio Inferno e Paradiso sembrano ai più delle leggende, su cui si può scherzare per scaramanzia. Ma se il Regno di Dio è cominciato, secondo le promesse di Cristo, è situato nella dimensione della Carità/Agape/Amore gratuito che unisce alcune persone in alcuni momenti della loro vita. Anche l'Inferno esiste già in questa terra, e lo sperimentiamo quasi tutti, nel momento di quella rabbia/ira/disperazione/incubo che  ci ha preso in reazione a certe forti provocazioni della vita. Per alcuni è un momento di follia, una reazione involontaria e istintuale che però ci stringe come una morsa da cui è difficile sottrarsi. Per altri, l'incubo dell'odio sistematico per gli altri è un fuoco che blocca qualsiasi comprensione del ...

Il primo peccato

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Ok, il peccato è una rottura dello stato di Grazia,  della relazione di amicizia e di amore con Dio.  Una rottura volontaria che si ritorce contro l'uomo. Quando si parla di peccato a tutti viene in mente il desiderio della sensualità, della materialità. Ma secondo me invece il peccato primo, quello che è più strisciante e presente in ogni vita reale, è il risentimento. Il risentimento è l'opposizione alle persone che ci fanno del male, che in qualche modo non sopportiamo. Questa è la tentazione prima di chiunque viva nel mondo delle relazioni personali, in famiglia o nel lavoro.  Il risentimento è una tentazione costante per la frustrazione delle nostre aspettative comportamentali verso gli altri. Si ammanta di legittimità per pretendere che gli altri si comportino "bene" ma costituisce in realtà il limite della nostra capacità di amare. Paolo nella prima lettera alla comunità dei cristiani di Corinto scrive che l'amore di Crist...

Il timore... dei sacramenti!

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Cos'è la Grazia? Semplice: è l'amicizia con Dio. Allora la Fede non è affatto l'adesione ad un sistema di credenze, come molti pensano, ma una relazione personale. Cosa sono i sacramenti? Sono i segni di questa relazione. Come il bacio appassionato di un'amante. Non sono la sostanza della relazione, ma ne sono l'espressione conseguente. I sacramenti non sono un adempimento dovuto. Non devono esserlo mai. La relazione personale vive di attrazione reciproca, di incontri. Ricevere l'Eucarestia nella messa è un momento di amore. Chi ha un'idea codificata della religione, si pone il problema di confessarsi prima della comunione. Si ha timore di Dio, e a ragione, e si ragiona un pò come quando uno si mette a dieta prima di fare le analisi del sangue, per riuscire ad avere risultati clinici migliori. Ma non la comunione non è un test. E' un bacio. E non ci si lava i denti per dare un bacio. Ci si lava i denti perchè ha un senso che va al di là del...

Neque me ipsum iudico

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A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso, perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. (1Corinzi 4:3-5) Molti cattolici che conosco non sembrano aver recepito la rivoluzionaria portata di questa teologia morale di Paolo. E di conseguenza si trovano in grandi difficoltà a fare un esame di coscienza e ad avvicinarsi al confessionale. In realtà il discorso di Paolo è piuttosto liberatorio, e di per sè elimina ogni senso di colpa nel cristiano. Si parte da un detto evangelico famoso: NON GIUDICARE Non giudicare perchè? Perchè solo Dio è giudice. Perchè solo Dio può penetrare la complessità dell'animo umano. Solo Dio ci conosc...

L'invidia della Fede

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Ok, siamo tutti buoni a fare gli agnostici fino a che le cose vanno bene. Poi però si incontra la morte inaspettata, nell'amico o nel parente. E tutto il discorsetto che ci si era preparati sull'ineluttabilità della fine biologica, la rassegnazione alla fine nel nulla, va in crisi. Purtroppo questa crisi dura poco, e il lutto viene elaborato. Ci si rassegna, per davvero, e si perde l'occasione per fare luce su una verità scomoda, che cioè qualcosa oltre la materia c'è. Quest'anno ho perso due amici veramente importanti, a cui mi sentivo legato al di là della vicinanza pratica. Entrambi nella confusione esistenziale. Nessuno è pronto a morire per tumore, ma chi ha sempre evitato di rispondere alla domanda di senso dell'esistenza, è particolarmente mal messo. Ho pregato per loro, prima e dopo la loro dipartita. Poi gli amici comuni mi hanno detto: "beato te che hai la Fede". Non so bene in cosa mi invidiassero, se la relativa serenità nonosta...

Precetti e tradizione

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"Matteo 15:3 Ed egli rispose loro: «Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?" "Matteo 15:9 Invano essi mi rendono culto,insegnando dottrine che sono precetti di uomini." Anche la liturgia migliore si può prestare ad una deviazione, e ciò avviene quando la tradizione e il rito diviene  il protagonista, invece di rimanere strumento per avvicinarci a Dio. Idem per le regole della comunità cristiana.  Prima viene Dio, poi l'uomo, e poi il sabato. Chi frequenta una comunità cristiana facilmente viene a contatto con i nuovi farisei, con coloro cioè che si attaccano alle forme a scapito della sostanza. A fedeli, e talvolta purtroppo anche pastori, che si fanno scudo delle regole per sbarrare la strada alla conversione delle pecorelle confuse e smarrite. Dio abbia misericordia di noi, quando in nome della tradizione impediamo alle persone di incontrare il Suo instancabile amore misericordioso. L'am...

Quando la religione mi sta stretta.

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Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliano. Nella vita ne abbiamo bisogno, è ovvio, ma non dobbiamo confonderli con Dio. (Carlo Maria Martini - Le conversazioni notturne) Il concetto stesso di religione è un'etichetta insopportabile. Richiama secoli di costruzione filosofica, morale. Un'esperienza con le sue luci e le sue ombre. Una ricerca di Dio, senz'altro, ma purtroppo anche l'organizzazione di un potere. E dove c'è potere c'è violenza, prepotenza. La relisione, qualsiasi, è un'esperienza innanzitutto culturale. E' l'organizzazione di idee intorno a Dio. Talvolta quando parlo con gli atei mi sento etichettato come un tifoso della cattolicità. E questa è proprio un'etichetta, un brutto modo di giudicare le persone. Io non sono un fan del diritto canonico, della gerarchia ecclesiastica, e dei riti e cerimoniali. Nella mia vita non ci sono spazi per il lavoro, lo sport, la...

Il sugo della vita

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L'altro giorno in parrocchia parlavo ai genitori dei fanciulli cresimandi. E cercavo di sottolineare che tra tante preoccupazioni legittime e ragionevoli che hanno per i loro figli, dovrebbe esserci per prima quella sulla conversione. Certo, i bambini devono studiare, tenersi in forma fisica, arrivare ad un certo successo professionale, raggiungere un certo benessere materiale, trovare un partner grazioso, amabile e degno di fiducia. Tutte queste sono cose buone, che qualunque genitore spera per i propri figli. Ma la cosa principale spesso sfugge. Tra cent'anni saremo tutti morti, genitori e figli. E non importerà più di tanto se essi hanno raggiunto le mete che gli abbiamo augurato, ma solo una cosa, fondamentale: che essi siano santi. Che essi abbiano accolto la proposta di Gesù per la propria salvezza eterna.  Questo è il sugo della vita. In questa prospettiva, paradossalmente, non è neanche importante quanto uno vive, ma solo come uno vive. Se il ...

In comunione

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Per me il Paradiso è il Regno di Dio. Una dimensione, più che un posto. La dimensione di chi gode dell'amore di Dio. Certo, in questa terra il godimento non può essere pieno, ma ci sono degli acconti importanti su quello che vedremo un dì. Il Paradiso dopo la morte è la comunione con Dio nei suoi angeli e nei suoi santi. Senza più la fatica di vivere, la sofferenza di questo esilio terreno. Una delle cose più belle che mi aspetto dal Paradiso, è la piena conoscenza dei santi, di tutti coloro che ho amato e conosciuto imperfettamente su questa terra. Infatti: una delle cose che mi pesa di più di questa dimensione materiale, è l'impossibilità assoluta di conoscere veramente le persone. Le incontro, ci parlo, ma poi tutto scorre velocemente, e mi rimane il rammarico di una conoscenza mancata. https://www.facebook.com/InComunione

Il Maestro dell'igiene mentale

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Il termine "igiene mentale" si riferisce a tutte le tecniche di prevenzione che consentono di raggiungere e mantenere uno stato di salute mentale. Il termine nasce dalla psichiatria, e l'autore è lo svizzero Adolf Meyer (1866-1950). E' un fatto assolutamente assodato nella letteratura scientifica che sia possibile prevenire la sofferenza psichica, che è prodromica alle nevrosi e alle psicosi. Chi abbia desiderio di documentarsi in merito, può utilmente consultare ad esempio le opere divulgative pubblicate negli ultimi anni dal Prof. Giulio Cesare Giacobbe dell'Università di Genova. Le proposte sulla prevenzione della sofferenza psichica sono varie, e non è questa la sede di analizzarle. Quello che invece vorrei evidenziare è che dall'analisi dei discorsi di Cristo si evincono insegnamenti che, se fossero recepiti, avrebbero fatto e farebbero dei cristiani un modello di benessere psichico. Il che non è, evidentemente, e purtroppo. D...

Non per dovere

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Il problema della Chiesa, fin dalle sue origini, sta nel fatto di riuscire a gestire insieme la conservazione viva dell'autentico messaggio di Cristo, e la propria organizzazione. Se la Buona Novella è un messaggio breve, essenziale, sostanziale che parla direttamente al cuore di ogni uomo e propone un particolare rapporto di donazione gratuita di sé agli altri e un abbandono totale alla volontà di Dio, l'organizzazione di una comunità invece paga una complessità di rapporti che dipende dal numero dei  partecipanti, dalle loro attitudini e dalla loro cultura. I primi documenti scritti del cristianesimo sono le lettere di Paolo. In esse troviamo che spesso l'apostolo si rivolge alle comunità che aveva fondato censurando le deviazioni e indicando i giusti modi di condursi. Ogni comunità viveva esperienze di carrierismo interno e di compromissione morale.  Nella prima lettera a Timoteo ad esempio leggiamo:  "1Timoteo 3:2 Ma bisogna che il vescov...

Non ti preoccupare di capire

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Se per te la fede in Cristo non è una semplice tifoseria come tante simpatie ideologiche, ma la scelta di vivere in una certa prospettiva di Salvezza, allora dovrai rinunciare a capire dove il Signore ti porta ogni giorno. La prospettiva del credente non è quella di chi sa precisamente dove vuole arrivare e come; il cristiano ogni giorno si dispone ad accogliere la proposta di Dio, quale che sia. Allora, guarda, puoi fare così: fai le tue scelte razionalmente, e cerca di intravedere negli incontri quotidiani quella sensazione positiva che ti orienti verso le cose più giuste ed opportune. Anche fare dei programmi di massima è ok, se non ti attacchi ad essi.  Ma non pretendere di capire perché quella cosa che volevi fare non riesce, perché quella porta a cui volevi accedere si è chiusa, perché non sei più riuscito a frequentare quella persona che amavi tanto. Il tempo di questa vita è breve, e non puoi percorrere tutti i rivol...

Nessuno é buono

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Troppe persone che conosco sono scoraggiate e deluse dai tradimenti e dalle ipocrisie delle persone che guidano la Chiesa e la società civile. Anche a voler pensare positivo non si possono negare gli episodi più evidenti. Il problema però sta nelle nostre aspettative: ci piace credere all'esistenza di persone integerrime, tutte di un pezzo. E mentre noi ci culliamo nelle nostre chimere, la realtà ci travolge. Allora, ripetiamolo ancora: siamo tutti peccatori ed imperfetti. Non c'è santo che tenga. Né prete né Papa né apostolo. Nessuno è buono, e Gesù lo sapeva benissimo: " Nessuno è buono, se non uno solo, Dio."  (Luca  18,19). La smettiamo di aspettarci fedeltà e coerenza, per favore? Anche da noi stessi! Non siamo buoni, per quanto magari ci sforziamo di esserlo. Perciò quando sbagliamo diciamoci: è normale, è prevedibile, perché siamo esseri limitati che in ogni istante della nostra vita abbiamo bisogno dell'amore misericordioso di Dio. E co...