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I bambini in chiesa

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"I bambini piangono, fanno rumore, vanno di qua e di là. Ma mi dà tanto fastidio quando in chiesa un bambino piange e c'è chi dice che deve andare fuori. Il piano del bambino è la voce di Dio: mai cacciarli via dalla chiesa" Papa Francesco 14/12/2014 Caro Francesco,  scusa ma questa è una questione che non si può liquidare in una battuta, perché il problema esiste, e non è solo un problema di disturbo, ma anche un problema di relazione con il sacro. Gesù ha chiesto di lasciare che i bambini venissero a lui. Cioè di lasciare che i bambini che desideravano incontrarlo lo potessero fare, e non fossero impediti dagli adulti. Su questo non ci piove. Ora però il problema attuale non riguarda affatto i bambini che vogliono incontrare Gesù nella liturgia, ma quelli che vanno in chiesa forzati dai genitori. E questo è tutto un altro discorso. Se Gesù non avesse potuto fare il discorso della montagna perché assediato da bambini petulanti avrebbe detto altre cose. In molte chiese ve...

Il terzo fattore

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Rm 3:28 Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge Giac 2:24 Vedete che l'uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede. 1Cor 13:2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. Tesi, antitesi e sintesi: la dialettica aristotelica caratterizza il dibattito sul requisito essenziale del cristianesimo. Fede o opere? Entrambe di sicuro, necessitano ma non bastano.  Il comandamento nuovo non è (come i più sprovveduti ritengono)  "abbiate fede" nė "fate del bene". Ma ė piuttosto: "amatevi come io vi ho amato" (Gv 15,9-17). La grandezza di Paolo sta proprio nel l'aver evidenziato questo elemento: tutta la fede e tutte le azioni più grandi non valgono agli occhi di Dio, se non sono animate dall...

Il purgatorio non è per noi.

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Una sorella nella fede in un recente incontro comunitario ha fatto la seguente riflessione:  chi va in purgatorio deve affrontare una purificazione, ma sa di essere salvo e di incontrare Dio sicuramente. Io mi sentirei fortunata già di arrivare lì. Se mi dicessero di firmare per accontentarmi di andare in purgatorio lo farei di certo, almeno avrei la garanzia dì essere salva. Io ho subito pensato che questo ragionamento fosse simile a quello di chi si accontenta della mediocrità, come se l'arciere mirasse ai bordi del bersaglio e non al centro. Cosa sappiamo del purgatorio? Suor Faustina Kowalska nel 1925 ne scriveva così: Vidi l'Angelo Custode, che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode...

Quando il giogo è leggero.

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28 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Mt11 Alcuni dicono di essere cristiani. Alcuni lo prendono sul serio, come scelta totalizzante, che ti cambia la vita. La scelta di aprire la porta ad una Presenza vera e forte. Un'amicizia che impegna, che condiziona il modo di vivere e guardare il mondo. Una sfida di amore che non si può vincere, perché Dio ci supera in generosità e nella misericordia. E può venire la tentazione di non sentirsi mai adeguati, di disperare di riuscire a vivere coerentemente da cristiani. Non riusciamo a pregare, sprechiamo il tempo in mille attività di evasione, non siamo pronti a riempire la mano di chi ci elemosina un aiuto. Siamo vinti dal rumore di mille pensieri involontari. Siamo deboli rispetto ad una realtà di vita problematica p...

Questioni spinose

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Le questioni che sta affrontando il Sinodo dei vescovi indetto da Papa Francesco sono per molti versi spinose, perchè sono problematiche sia sul lato teologico che su quello culturale. In un momento in cui ancora l'umanità sta diversificando molto le risposte (laiche) alla realtà dell'omosessualità, del tradimento coniugale, della lacerazione delle famiglie, trovare una via di equilibrio che concordi con la dottrina cristiana è veramente arduo. Tuttavia, non è affatto detto che si debba trovare una quadra, una conciliazione forzosa alla cultura laica. Finora, infatti, la Chiesa cattolica ha scelto di proporre delle soluzioni che sono inconciliabili con la morale laica: no ai sistemi contraccettivi artificiali, no alle nozze gay, no alle nozze multiple etc. Si dirà: certo che così la Chiesa tiene fuori dalla comunione molti che si trovano anche loro malgrado nei pasticci. Gente che non ha scelto mica di avere tendenze omosessuali, o pedofile, o di non riuscire a ...

Cari Padri Sinodali

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Cari Padri Sinodali, come altri laici, rivolgo a voi un appello, in occasione della riflessione che avete intrapreso sulla famiglia. Voi sapete, e mi insegnate, che la famiglia è la prima Chiesa, la prima comunità di persone che condividono il percorso di Fede, rendendo presente Gesù. Sul modello della Sacra Famiglia, ogni famiglia cristiana cammina verso Dio affrontando le traversie della vita, e compiendo scelte a volte dolorose. Il matrimonio cristiano è la scelta della Croce. E non perchè porta sfortuna la celebrazione in Chiesa, ma perchè è la Croce il momento in cui Gesù ha portato all'estremo sacrificio il Suo Amore. Quindi diciamo pure ai giovani che si vogliono sposare che il loro sarà un cammino irto di difficoltà, e che con l'aiuto di Gesù potranno prevalere su ogni ostacolo. Quanto a quelli che si avvicinano alla Chiesa dal mondo, dalla convivenza, dall'esperienza di fallimenti precedenti, chiediamo loro una scelta netta di adesione alla comunità....

Chiedere e pregare

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"9  Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.  10  Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.  11  Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12  O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?  13  Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!". (Luca 11) Chi ha Fede chiede. Chi ha una relazione vera con Dio non può fare a meno di farlo partecipare al proprio bisogno. In modo estemporaneo ed insistente. Poi però sembra che non tutte le nostre preghiere vengano esaudite. Quello per cui abbiamo pregato non si è convertito. Quell'altro nonostante le nostre giaculatorie ė morto. La guerra non ė stata evitata. La violenza si ė compiuta. I soldi neces...

La teologia del gatto

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Tutte le mattine incontro dei gatti sulla passeggiata sul molo davanti a casa. Dopo anni di confidenza, mi sono affezionato. Gli porto del cibo, assecondandone i gusti (patè di pesce). Ognuno di essi ha la sua personalità, ed un rapporto diverso con me. C'è ci mi corre incontro, c'è chi mi si avvicina con prudenza, chi scappa. C'è chi vuole solo cibo, c'è chi cerca tenerezza, una carezza, e chi vuole venire in braccio. Una bella rappresentazione di una realtà anche umana. Anche tra le persone che incontriamo, che chi mantiene le distanze, chi vuole solo qualcosa, e chi cerca qualcosa di più. E giorno dopo giorno questo rapporto, in cui l'atteggiamento è più evidente, immediato e trasparente che tra gli umani, mi insegna una teologia molto interessante. Anche nel nostro rapporto personale con Dio ci sono diversi atteggiamenti, diversi gradi di disponibilità. Io vedo in me e in molti credenti l'atteggiamento di chi si accontenta del piccolo aiuto n...

La funzione del Male

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A volte sono sopraffatto dal Male del mondo. Sono ferito in profondità dall'impotenza verso la violenza che uccide l'umanità giorno per giorno, ed io con lei. La sofferenza fisica e morale mi contagia attraverso gli occhi, attraverso le news che mi arrivano per via telematica e per televisione. Il Male mi spinge alla fuga. Fermate il mondo, voglio scendere... era il titolo di un film degli anni '70. Il Male mi spinge ad andare oltre questa realtà, questa vita. Il Male verso il quale sono sopraffatto e impotente mi spingerebbe al suicidio. Ma la Fede in Dio indirizza questo istinto fuggiasco all'incontro con Lui. Venga il Tuo Regno, dico nel Padre Nostro, e così dev'essere. Ogni mattina quando mi alzo sono nell'orto del Getzemani, e prego Dio di allontare il Male da me, e di ammettermi alla gioia della Vera Vita. Ogni mattina mi preparo alla morte. In lacrime. Desiderandola. Ma piegandomi al Suo volere, al Suo Calvario. Sia fatta la Tua Volon...

Perchè ho paura

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Lo ammetto: sono un fifone. Ho paura di perdere i riferimenti della mia vita. Vivo nell'ansia di finire sul lastrico, di perdere la salute e la vita, di perdere i miei cari, i miei amici;  di perdere il mio lavoro. Vivo tra i fantasmi delle mie paure. La paura mi rovina il piacere di vivere, e accentua la fatica di vivere. Contro la mia paura combatte la mia Fede. La parte migliore di me cerca di compiere un'operazione quotidiana di igiene mentale, prendendo ogni chimera ansiogena e appoggiandola tra le mani di Dio. E ogni giorno faccio il bilancio dei limiti della mia Fede, perchè se questa fosse davvero forte non temerei alcun male, perchè l'unico vero Bene è la Grazia, l'amicizia con Dio. L'unica cosa da temere sul serio è di allontanarsi da Lui. La paura dei pericoli della vita è l'anticipazione dell'inferno. Provoca rabbia, frustazione. Un circolo vizioso che rende la vita un incubo. Che purtroppo ho potuto assaggiare. Al contrari...

La prova della Fede

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Ci sono ancora troppi credenti. Dico "ancora" perché un tempo tutti lo erano per definizione e imposizione culturale, ma poi giustamente ė stato sdoganato l'ateismo. Dico "troppi" perché in troppi casi si tratta di tifoseria, cioè di persone che si schierano pubblicamente con la chiesa, ma poi non si addentrano personalmente nel Mistero. Non chi dice "Signore Signore" ma chi fa la volontà del Padre entrerà nel Regno. Mt 7,21 Allora ognuno di noi, io per primo, ha bisogno di fare dei test di realtà. Perché il rischio di raccontarsi balle da soli ė grande. Magari uno pensa di essere buono e bravo, ma se non fa frequenti test di realtà ascoltando le persone che frequenta quotidianamente può sbagliare, e di molto. Magari uno pensa di amare i propri amici, ma se è vero si vede solo nel fattivo aiuto che presta nel momento in cui essi hanno veramente bisogno. Magari uno pensa di essere un buon marito, ma è nel sacrificio quotid...

Come fare la guerra

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Non fate la guerra ma fate l'amore! Ecco bravi, fate finta che la guerra si possa cancellare con facilità. Fate finta che la pace sia alla portata di tutti. La verità è che quando la guerra bussa alla tua porta, non puoi far finta di niente, non puoi evitarla. E parlo di guerra a tutti i livelli: quella tra amici, tra partner, tra familiari, tra colleghi di lavoro, tra sconosciuti, tra tifosi, tra popoli. Rimane il problema di come affrontarla nel modo più razionale, nel modo più efficiente, nel modo più economico, nel modo più morale. Ora, è chiaro che la reazione più immediata è la ritorsione, più o meno proporzionale, ma è anche quella più stupida, perchè porta ad un'escalation che danneggia tutte le parti in gioco. Gesù ha detto: [ 27] Ma a voi che ascoltate , io dico : Amate i vostri nemici , fate del bene a coloro che vi odiano , [ 28] benedite coloro che vi maledicono , pregate per coloro che vi maltrattano . [ 29] A chi ti percuote sulla guancia...

Spaccami, Signore

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Ricordo che qualche anno fa mi era successo di giocare con una bimba di nome Teresa,  che aveva forse 5 anni. Essendo io così grosso in rapporto a lei,  a un certo punto ho impersonato il supereroe La Cosa dei Fantastici Quattro. E lei si era così entusiasmata della mia interpretazione che a un certo punto aveva esclamato: "SÌ, SPACCAMI!",  suscitando l'ilaritá generale. Oggi è domenica e al momento del ringraziamento dopo la comunione mi sono ricordato di questo episodio è anche io mi sono esaltato di fronte al Signore dicendogli: SPACCAMI, SIGNORE E mi è sembrata una bella preghiera,  di abbandono totale e di richiesta di conversione totale.

L'oggetto della Fede

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Quello che mi sembra difficile spiegare ai miei amici ė che l'oggetto della Fede cristiana non ė altro che l'amore. Sembra apparentemente facile a capirsi, ma il difficile ė capire di cosa si sta parlando. Se io potessi capire veramente l'amore di Dio, allora potrei capire Dio con la mia mente limitata. L'amore di Dio non è precisamente nė eros, nė amicizia, nė genitorialità, nė sacrificio.  Ė qualcosa che ė oltre. Ė qualcosa al di là del bello e del brutto, del buono e del cattivo, della misericordia e della crudeltà. Ė qualcosa che si potrebbe dire sublime, ovvero fuori dalla capacità di definizione. Ineffabile. Ed ė per questo che risulta difficile fare un percorso catechistico esaustivo, fare un esperienza di Fede definitiva. C'è sempre un quid che ci sfugge, che manca, un non detto. La realtà di Dio ė sempre un passo avanti alla nostra capacità. Si capisce pertanto come per tanta gente la fatica di credere sia troppa, e vivano facendo finta che non ci sia nient...

Obiettivo vacanze

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La vita scorre tra tempi di lavoro e tempi di relax. Le vacanze, le ferie, la pensione, sono tutti momenti agognati come momenti di appagamento per antonomasia. In realtà anche la gestione del tempo libero comporta sforzo e sacrificio, ma ogni difficoltà logistica e organizzativa sembra superabile in ragione del mito del relax. La felicità sta nell'attesa del grande momento, dell'evento, del grande viaggio. È la tristezza ci aspetta al ritorno al nostro tran tran professionale. So di andare contro corrente, ma non possiamo relegare gli spazi di felicità ai momenti convenzionalmente dedicati. Non possiamo e non dobbiamo. Dobbiamo al contrario trovare il gusto di vivere, l'appagamento qualificato, nel ritmo normale della nostra vita. Sembra impossibile? Dipende da cosa veramente ci appaga e ci fa felici. Interroghiamoci su questo. Davvero l'unica cosa che conta ė fuggire dalla realtà quotidiana?  Dove abbiamo posto il nostro tesoro? Nell'evasione, n...

La trappola della fantasia

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Soffro di un particolare disturbo di personalità, caratterizzato da un uso distorto e involontario della fantasia. Disturbo opposto a quello ben più conosciuto e studiato, in cui per sfuggire ad una realtà drammatica che non si riesce a gestire, ci si rifugia in proiezioni fantastiche rassicuranti, configurando una dissociazione della psiche dalla realtà, come nel recente film " I sogni segreti di Walter Mitty". Io invece, in modo involontariamente masochista, mi faccio prendere dall'ansia per il conflitto relazionale, e soffro di una fuga in scenari di confronti con i miei interlocutori abituali in cui tutto è drammatizzato ed estremo. Simulo violenze, persecuzioni, liti paradossali. Una realtà ridicola e smaccatamente improbabile, che però mi ossessiona provocandomi stress nervoso, scariche di adrenalina. La fonte del disturbo è per fortuna abbastanza comune, e quindi da tempo descritta in letteratura (vedi ad esempio gli scritti del Prof. Giulio Cesare Giacobbe...

Come diamanti grezzi

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Per comprendere il senso della sofferenza in generale, e della malattia in particolare,  occorre aver fatto un certo cammino di avvicinamento al mistero di Dio. Bisogna aver compiuto una specie di rivoluzione copernicana rispetto al senso comune, ponendo al centro della propria vita il Regno di Dio, al posto del mondo materiale. Altrimenti non si può capire. Ci si può solo rassegnare, o ribellare, inutilmente. Io ho pensato questa metafora: noi siamo come diamanti grezzi,  e Dio nell'arco della nostra vita ci provoca al cambiamento,  a levigarci fino a raggiungere lo stadio di brillante. La levigatura fa male,  molto,  ma è  necessaria a strappare da noi lo strato pietroso. Quando saremo con Lui,  vedremo le cose dalla giusta prospettiva e ringrazieremo Dio per quel trattamento che abbiamo a lungo pregato di evitare. Il medico pietoso fa il malato purulento.  Se noi capissimo veramente il nostro bene,  pregheremmo Dio di no...

Denunciare Dio

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Caro F.  Tu mi dici che la vita ė un peso impossibile, e che bisognerebbe denunciare Dio per averci obbligato a vivere con violenza, con l'aggravante della premeditazione. In realtà la vita può essere un vero inferno, specie se ti si abbatte contro una tempesta, uno dei tanti eventi tragici che sembrano poterti distruggere. La malattia ė una realtà che fa pienamente parte del progetto di Dio per noi. Come la croce era parte indispensabile del progetto di Dio per Gesù. Di qui la drammatica preghiera di Gesù nell'orto degli ulivi. Come lui, neanche noi possiamo evitare il nostro calvario. Ed è vero che tale destino era deciso da Dio da sempre. Al di là della data del nostro concepimento. Subire la violenza del nostro destino ci porta ad un moto di ribellione. Ma la nostra mente ci inganna. Dio non ė quel vecchiettino incurante delle sofferenze umane che decide a tavolino i destini degli umani. Questa ė pura fantasia. Se un Dio esiste, ė ineffabile, in...

La catechesi che serve

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Mi sono fatto raccontare da piccoli amici la loro esperienza di catechismo per la comunione e la cresima. Mi hanno dato un quadro abbastanza positivo, con incontri resi abbastanza interessanti da stimoli di tipo diverso, attività di creazione schede, bricolage, raccontini didascalici (me ne hanno raccontato uno buffo su un uomo di neve, babbo natale e una renna), e appunti più o meno dettati. Tanto contenti loro di farmi vedere il lato positivo del percorso catechistico, tanto più scettico io sull'efficacia dell'esperienza. Il fatto ė che dopo tutte queste popò di attività, mi è sembrato di capire che tutta la dottrina insegnata sia rimasta ben lontana dalla vita reale, come una sterile ideologia piuttosto astratta che bisogna conoscere per convenzione sociale, per poter accedere alle cerimonie di passaggio (comunione e cresima). Mi capita di fare catechismo agli adulti che vogliono fare cresima o sposarsi in chiesa, e naturalmente ho esperienza di persone ch...

Il fardello della Chiesa

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Leggendo i famosi fioretti di S. Francesco di Assisi si può identificare ciò che lega la Chiesa allo spirito della terra, allora come oggi. La comunità cristiana non riesce a focalizzare l'attenzione sulla ricerca di Dio, se sta badando all'amministrazione dei beni materiali. Non si possono servire due padroni. Ci sono molti ecclesiastici che sono magari ottimi amministratori, ma che siano quello e anche ottimi pastori non ne ho mai conosciuto. Gli ordini religiosi sono dotati di lasciti di ferventi fedeli, ma mi pare più il danno che il vantaggio. La sobrietà è una questione innanzitutto interiore, è il rifiuto dell'attaccamento e del benessere materiale, ma è più facile che un cammello entri in una porta usb piuttosto che chi vive tra gli agi riesca a distaccarsene tanto da vivere solo per l'amore di Dio. Anche la tentazione del potere secolare è stata un grosso inciampo per l'evoluzione della comunità ecclesiale nella storia. Questa storia...

Siamo il tempio

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Oggi Don Andrea ci spiegava uno degli aspetti della rivoluzione della Buona Novella, che sta nella definizione della individuazione del luogo della comunicazione con Dio. Se fino a Cristo c'erano siti in cui Dio si considerava esclusivamente presente, i tempi in cui si celebrava il sacrificio rituale, dopo il sito dove Dio è presente è direttamente l'uomo. Con il Battesimo e nell'Eucarestia Dio entra nell'uomo e vi risiede stabilmente. E' l'uomo il tempio, non l'edificio di culto. Questo discorso è molto importante perchè le implicazioni pratiche e quotidiane sono diverse e significative. Dobbiamo vivere riconoscendo di essere contenitori di Dio, il quale vive con noi fin dalla nascita e ci conosce profondamente come nessun altro. Dobbiamo dare valore alla Sua presenza, cercando costantemente il segno della relazione con noi. Dio è amore, e la Sua presenza ci deve riempire di amore. I sacramenti ci comunicano questa realtà in modo definitivo. Non c...

Quando la Fede sembra irrealizzabile

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Sì, la luna di formaggio non esiste, e un Dio che ci fa curvare quando vogliamo andare dritto nella curva non esiste. Non esiste un Dio supereroe che elimina il dolore e l'ingiustizia, ma tutti, credenti e non, condividiamo la stessa realtà, e subiamo la stessa violenza, sia quella naturale che quella dei nostri simili più prepotenti. Molti soccombono alla malattia, alla guerra. Una tragedia infinita. L'ateismo è giustificato. Non si deve credere a ciò che non esiste. L'unica fede razionalmente ammissibile è quella che non è basata su leggende e fantasie, ma su dati storici. Se non certi, perlomeno plausibili. E qui non mi addentro sulle fonti storiche della nascita del cristianesimo, che hanno una vasta bibliografia ormai alla portata di chiunque. Quello su cui vorrei soffermarmi è questo ragionamento: se una luna c'è, è quella che è. Se un Dio c'è, è quello che è, a prescindere dalle proiezioni ed aspirazioni delle persone. L'annuncio di un Dio ...

Dio è mio amico

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Alla fine di tutti i discorsi, di tutta la dottrina cristiana, di tutta la teologia, c'è un solo concetto veramente fondamentale, che è semplice e alla portata di tutti: l'amicizia con Dio. Avere Dio come amico nella propria vita, nella propria quotidianità, è l'essenziale. A volte ci si interroga sul significato del vangelo, della buona notizia. Che risorgeremo non è quello che è venuto a dirci Gesù, perchè gli ebrei lo sapevano già: "Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno»." (GV 11) Che bisogna amare il prossimo come sè stessi lo sapevano già, lo troviamo negli scritti degli Esseni più risalenti rispetto alla nascita di Cristo. L'amicizia con Dio,  il rrapporto personale lo ritroviamo in tutta la storia di Israele.  Allora cosa? Per me la risposta sta nella gratuità della salvezza. Cristo è venuto per salvarci gratuitamente. Cioè senza la sottoposizione alla legg...

L'amore di Dio ti può liberare

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Tu sei come me. Vivi la stessa realtà, fatta di cose, di persone, di situazioni, di desideri insoddisfatti. Tu come me passi la giornata a districarti in mille condizionamenti, in mille piccole frustrazioni. Tu sei legato come me in tante relazioni, in tante aspettative. E ci sentiamo fortunati quando riusciamo a galleggiare in questa realtà che invischia il nostro comportamento. Magari sembra scontato e banale, ma tu sai come me che Dio ci propone un'altro modo di vivere. Se noi ci facessimo veramente saziare dal rapporto con Lui, null'altro ci potrebbe legare, invischiare. Se noi ci lasciassimo trasformare completamente in meri strumenti nelle Sue mani, rinnegando noi stessi, potremmo essere degli specchi, per riflettere il Suo amore a coloro che ci stanno vicino. E non ci importerebbe più delle cose belle, delle cose desiderabili, delle aspettative degli altri, della sicurezza, dei beni materiali. Non dovremmo più preoccuparci di dedicare del tempo all'evasio...

La dimensione dello spirito

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"...sentii nascere in me un gran desiderio di soffrire, e al tempo stesso l'intima sicurezza che Gesù mi riservava un gran numero di croci; mi sentii inondata di consolazioni così grandi che la considero come una delle grazie maggiori nella mia vita. Soffrire divenne il mio ideale, aveva un fascino che mi rapiva senza che io lo conoscessi bene. Fino allora avevo sofferto senza amare la sofferenza, da quel giorno ne provai un vero amore. Sentivo anche il desiderio di amare soltanto il buon Dio, di non trovar gioia che in lui. Spesso durante le mie comunioni ripetevo le parole della Imitazione: «O Gesù! Dolcezza ineffabile cambiate per me in amarezze tutte le consolazioni della terra!» Questa preghiera usciva dalle mie labbra senza sforzo, senza costrizione; mi pareva di ripeterla non per mio volere, ma come una bambina la quale ripeta parole suggeritele da una persona amica." Teresa di Lisieux, Storia di un'anima, 112 Il problema è entrarci,...

Amore e volontà

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Scrive il Beato Charles de Foucauld: «L’amore consiste non nel sentire che si ama, ma nel voler amare; quando si vuol amare, si ama; quando si vuol amare sopra ogni cosa, si ama sopra ogni cosa. Se accade che si soccomba a una tentazione, è perché l’amore è troppo debole, non perché esso non c’è: bisogna piangere, come san Pietro, pentirsi, come san Pietro, umiliarsi, come lui, ma sempre come lui dire tre volte: «Io ti amo, io ti amo, tu sai che malgrado le mie debolezze e i miei peccati io ti amo». Non credo nella spontaneità dell'amore. Non per me almeno. Il mio sentimento è sempre unito ad uno sforzo di volontà. Amo Dio perchè lo voglio. Così è per i miei amici, per i miei famigliari, per mia  moglie. Li amo sempre, e la volontà mi sorregge nel momento di aridità, di incomprensione, di crisi. Li amo unilateralmente, perchè lo voglio, e questa mia scelta dà senso alla mia vita. Padre nostro del Cielo voglio santificare il Tuo nome nella mia vita voglio realiz...

Zeus è morto

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Oggi ancora una volta ho dovuto constatare quanto siano poco approfondite le riserve degli atei/agnostici sull'esistenza di Dio. Dicono: un Dio buono e onnipotente non può esistere perchè c'è troppo male sulla terra. Certo non può esistere un Dio limitato dalle definizioni che il tuo cervello può partorire. Quel Dio lì, di sicuro non esiste. Zeus - inteso come un paradigma di divinità partorita dalle proiezioni umane - è morto. Una divinità che raddrizza tutti i mali della terra, che ti fa andar dritto quando vuoi andar storto, che ti elimina ogni asperità, ogni difficoltà, che ti rende la vita facile e serena, non esiste. Se esiste un Dio, è al di là di ogni comprensione umana. Non sarebbe servito che Cristo venisse a spiegare delle cose, se Dio fosse intelligibile. E anche così, non sappiamo certo tutto, ma solo quello che ci serve per dare un senso alla nostra vita. Quello che gli atei non capiscono disprezzano. In realtà, siccome nè noi nè loro siamo and...

Una realtà ingannevole

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Nella serie tv Star Trek gli  autori si sono immaginati che le astronavi future saranno corredate da un ponte ologrammi, che possa riprodurre all'interno della nave qualsiasi ambientazione. La classica realtà virtuale, portata alla massima espressione, perchè dotata di supporto materiale e non solo visivo. Nulla di tutto ciò ovviamente esiste, ma la realtà di questa breve vita prima della morte ha qualche similitudine con il ponte ologrammi: ognuno si trova in un'ambientazione diversa, composta di cose buone e non buone. Una realtà in cui male e bene sono intrecciati, e che per questo è ontologicamente virtuale, perchè nella realtà vera, quella definitiva, quella dopo la morte, il male e il bene non si possono mischiare. Come il contatto tra materia e antimateria, in molte produzioni fantascientifiche.  Chi sarà con Dio avrà solo bene, e chi Lo avrà rifiutato sarà privato di Dio e di ogni bene, perchè ogni cosa buona viene da Lui, e senza di Lui nulla di buono suss...